L’Associazione Sportiva Dilettantistica KINESIS è nata il 29 marzo 2019 con l’obbiettivo di fare prevenzione per il benessere e promuovere l’attività fisica.

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Cefalea (muscolo) tensiva: i muscoli non centrano

Spesso, durante un episodio di cefalea, la dolorabilità è riferita anche alle spalle e al collo. La cefalea è episodica quando si hanno attacchi massimo 14 giorni in un mese, cronica quando i giorni sono almeno 15 al mese, per almeno tre mesi. Ogni singolo attacco dura circa mezz’ora, quando si assumono dei farmaci.

La cefalea tensiva si manifesta con la sensazione di avere un casco in testa; è snervante e violenta e ha le seguenti caratteristiche: la sede bilaterale, in questo molto diversa dall’emicrania che in genere è unilaterale, la qualità gravativa o costrittiva, non pulsante, un’intensità lieve, o moderata, e non forte.

Inoltre, non è aggravata dall’attività fisica e il soggetto può svolgere le attività quotidiane abituali. Rispetto all’attacco emicranico, la cefalea è un mal di testa misto a mal di mare, ipotensivo, a volte accompagnato da fastidio lieve per luci e rumori. La cefalea di tipo tensivo colpisce bambini, adulti e vecchi, con prevalenza per la donna dopo la pubertà.

Tra le possibili cause vi sono depressione e ansia e la ATM, disfunzione dell’articolazione temporo-mandibolare. Anche l’emicrania può dare origine a forme di cefalea tensiva.

La notizia più sconvolgente, però, è che nella cefalea tensiva i muscoli non hanno alcun ruolo!

Abbiamo un sistema chiamato sistema antinocicettivo, una sorta di estintore, che contiene serotonina e noradrenalina, neurotrasmettitori fondamentali per l’aspetto emotivo. Infatti, quando soffriamo di stress elevato, queste due sostanze vengono utilizzate prevalentemente per migliorare il nostro aspetto emozionale, lasciando sguarnito l’estintore del dolore, e causando di conseguenza la cefalea tensiva. Quando il flusso di informazioni nocicettive dalla periferia al centro del nostro sistema limbico diventa costante, senza mezzi che possano silenziarlo, il sistema di controllo centrale soccombe e non ha più la capacità di fermare questo flusso.

Pertanto, la dolorabilità dei muscoli dei tessuti pericranici non è dovuto ad una contrazione muscolare. Sono sati condotti studi con l’elettromiografia di superficie sui muscoli che venivano percepiti contratti, e si sono rivelati non contratti. Sono stati analizzati campioni di sangue muscolare e non vi era alcun aumento di lattato muscolare, sintomo di affaticamento e tensione, quindi non era possibile che fossero contratti.

Quindi, quale può essere la causa? La causa è la sollecitazione delle terminazioni nervose sensitive, che innervano i tessuti pericranici, divenute ipersensibili al punto da rilevare come contratti e dolorosi i muscoli del collo e delle spalle. Si attivano sinapsi, connessioni, tra recettori sensoriali a bassa soglia, che ricevono stimoli di bassa frequenza, e neuroni nocicettivi di secondo ordine, che trasmettono il dolore e che normalmente ricevono input da recettori ad alta soglia. Dunque, un normale stimolo meccanico diventa sensazione di contrazione dolorosa.

La prevenzione è data dai farmaci antidepressivi, tra i principali l’Amitriptilina. Perché? Sono inibitori della captaziome della serotonina e noradrenalina, che quindi restano in circolo più a lungo. Questi farmaci vengono ovviamente utilizzati a basso dosaggio rispetto all’utilizzo che ne viene fatto a scopo antidepressivo. Rimedi naturali, invece, sono le tecniche cognitivo-comportamentali e di rilassamento, come un massaggio pressorio profondo o la ginnastica riabilitativa posturale.

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